lunedì 26 ottobre 2009

La Radio: storia ed evoluzione.

Pubblicato da deborah.foti


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Il drammaturgo tedesco, Bertolt Brecht, rivela l’importanza di uno dei mezzi di comunicazione più diffuso e più apprezzato ancora oggi: la Radio. Nei suoi versi:

“Tu piccola scatola, che ho tenuto stretto mentre fuggivo
>Perché le tue valvole non si spaccassero,
che ho portato dalla casa alla nave e dalla nave al treno,
perché i miei nemici potessero ancora parlarmi
accanto al mio letto, alla mia pena,
l’ultima cosa la sera , la prima la mattina,
dalle loro vittorie e dalle mie ansie,
promettimi di non tacere all’improvviso.”

L’invenzione della radio risale agli ultimi anni dell’ 800, ma l’idea di usare la radio come mezzo di comunicazione di massa inizia a concretizzarsi negli anni che vanno dal 1920 in poi.

Ci si accorse sin dall’inizio del grande potere di coinvolgimento tipico di questo media, difatti, gli stessi intellettuali cominciarono ad alzare lo sguardo dai libri per rivolgerlo verso questa nuova invenzione dell’uomo capace di ammaliare le masse.

La radio si diffonde velocemente, entrando nelle case della gente, toccando in qualche modo l’intimità e la sfera privata di ogni singolo individuo, causando effetti immediati.

Le più grandi dittature, come il fascismo e il nazismo, fecero della radio il mezzo più utilizzato per arrivare alla gente, facendosi largo tra la folla, plasmando la massa affinché persino il singolo individuo si sentisse chiamato ad agire, inebriato dal contesto che la radio riusciva a creare.

Mentre gli altri mezzi di comunicazione di massa avevano sino ad allora privilegiato una dimensione di individualismo, la radio rivoluzionò totalmente questa dimensione, mirando ad un coinvolgimento di gruppo, privilegiando la collettività al singolo.

Un grande studioso di media, Marshall McLuhan,  elaborò una teoria nella quale definiva la radio  “un’estensione del nostro sistema nervoso centrale”,  proprio perché rispetto ai media meccanici, quelli elettrici come la radio, hanno un riscontro diverso, cambia il tipo di percezione che ha l’uomo a contatto con questo tipo di media. Infatti ciò che agisce estendendo il sistema nervoso centrale dell’uomo, fa sì che quest’ultimo possa recepire stimoli nuovi e diversi.

La radio, si conferma costantemente come miglior mezzo di propagazione in tutti i periodi storici, dal periodo delle dittature, a quello delle guerre, agli anni ’60, con particolare rilievo durante il 1968, anno di forti cambiamenti e di rivoluzione culturale.

Gli anni ’70 videro sorgere il fenomeno delle “radio libere”, piccole emittenti in grado di coprire pochi chilometri quadrati, che avevano obiettivi diversi rispetto alle radio nazionali. Esse favorivano lo sviluppo della musica indipendente, di notiziari locali, di programmi stravaganti e soprattutto si concentravano nella diffusione di ideali di tipo prettamente politico. Tra queste ricordiamo la storica Radio Alice con il motto “Dare voce a chi non ha voce”

Con la diffusione della televisione e via via di altri media, la radio perde un po’ quel carattere di collettività che la distingueva, passando maggiormente ad un tipo di utilizzo privato, individuale, anche se con l’avvento del nuovo millennio la radio torna di nuovo ad avere il successo passato; infatti i radioascoltatori aumentano mentre diminuiscono gli spettatori televisivi.

Dopo il 2000 il successo della radio ormai è dovuto all’invasione di Internet che diventa parte integrante di questo media, soprattutto grazie alle Web Radio, piccole radio che si propagano  nel web, deliziando, informando ed intrattenendo le migliaia di persone che navigano in rete. Purtroppo questo tipo di diffusione via web viene poco valorizzato, nonostante sfrutti il mezzo più potente di cui disponiamo adesso, infatti proprio per questo le Web Radio non godono di una grande notorietà.

E se Platone affermava che le dimensioni di una città dovevano essere determinate dal numero di coloro che erano in grado di udire la voce di un oratore pubblico, fosse vissuto in questi anni, sarebbe rimasto indubbiamente esterrefatto di fronte al potere sconvolgente della radio.

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