
Bologna 1976.
Siamo nel mese di Febbraio e dopo alcuni mesi di lavoro creativo ecco sorgere, tramite un trasmettitore militare, RADIO ALICE.
Radio Alice è uno degli emblemi del fenomeno delle “radio libere”. Sin da subito sconvolse il mondo poichè i messaggi che si accingeva a mandare erano assolutamente rivoluzionari e totalmente contro l’etica comune.
Ogni mattina si udivano le parole del cantautore pugliese Enzo del Re:
“Lavorare con lentezza
Senza fare alcuno sforzo
Il lavoro ti fa male
E ti manda all’ospedale.”
Indubbiamente questo era uno dei motti più famosi di Radio Alice. Motto che induceva al sabotaggio della produttività. E ciò in qualche modo accadde seriamente poiché sembra che in quegli anni molti operai italiani fecero svariate ore di assenza nelle fabbriche in cui lavoravano.
Altro motto che contraddistingueva Radio Alice era “Dare voce a chi non ha voce”. Ed era esattamente questo l’obiettivo al quale miravano coloro che davano vita alle radio libere.
La piccola emittente radiofonica , sorta dalla creatività degli studenti, si faceva portavoce di un tipo di “comunicazione liberata”, libera dalla morale e dall’etica della società, libera dai parametri considerati consoni per trasmettere in una radio.
Radio Alice rimane impressa nella memoria dei più come la “radio degli autonomi”, proprio per il suo modo stravagante di trasmettere. Niente trasmissioni fisse, niente palinsesto, nessuna redazione.
Nella sua breve vita, Radio Alice annunciò una rivoluzione mediatica di grande rilievo, priva del flusso pubblicitario, viveva di dirette telefoniche, programmi stravaganti e continui flussi di idee politiche e non. L’arte e la creatività si mescolavano con gli ideali politici.
Tra gli animatori della radio ricordiamo Franco Berardi detto “Bifo”.
Radio Alice venne messa in scena sul grande schermo dal regista Guido Chiesa, che nel 2004 guidò le riprese del film “Lavorare con Lentezza.” Film interpretato da attori come Claudia Pandolfi e Valerio Mastrandrea.
“Lavorare con lentezza” inscena al meglio gli ideali che tratteggiavano Radio Alice; libertà sessuale, rifiuto del lavoro salariato e provocazioni culturali.
Il pensiero negativo di questo gruppo di studenti per quanto riguarda il futuro, crea le condizioni essenziali per il loro agire attivamente entrando a far parte di quel presente, di quel momento storico ricco di svolte.

